Ma lo psicologo dà consigli? Spoiler: NO

Scritto da dott.ssa Anna Sari, psicologa, psicoterapeuta

È una delle convinzioni più diffuse sulla psicoterapia e, probabilmente, anche uno dei motivi per cui alcune persone sono ancora un po’ diffidenti rispetto all’idea di iniziare un percorso.

Siamo abituati a pensare che, quando chiediamo aiuto a qualcuno, questo qualcuno debba dirci che cosa fare. Succede con gli amici, con i familiari e spesso anche con i professionisti. Per questo molte persone immaginano che lo psicologo ascolti il problema e, a un certo punto, dica quale sia la scelta migliore.

In realtà lo psicologo, per deontologia professionale, non dà consigli. Si mantiene il più possibile neutrale rispetto alle proprie opinioni personali e accompagna il paziente in un percorso che ha come obiettivo aiutarlo a comprendere meglio se stesso, così da arrivare a decisioni che siano realmente sue.

Che cosa significa, concretamente?

Immaginiamo una situazione molto comune. Una persona arriva in seduta e racconta di avere molti dubbi sulla propria relazione sentimentale. Una parte di sé desidera continuare a investire nel rapporto, mentre un’altra inizia a chiedersi se quella relazione abbia ancora senso.

Il lavoro dello psicologo consiste non nello stabilire quale delle due parti abbia ragione, piuttosto nell’aiutare la persona a esplorarle entrambe. Ci si sofferma su quello che ciascuna parte prova, sulle paure che porta con sé, sui bisogni che cerca di soddisfare, sulle esperienze che possono aver contribuito a costruire quel conflitto.

Molto spesso, mentre questo lavoro procede, il paziente inizia a vedere aspetti di sé che fino a quel momento non aveva considerato. Alcune cose acquistano un significato diverso, altre diventano improvvisamente più chiare e, poco alla volta, la decisione comincia a prendere forma.

Può capitare, allora, che una volta uscita dalla seduta quella persona racconti agli amici: “Ho deciso di lasciarlo e anche la mia psicologa era d’accordo.”

Non è stata la psicologa a suggerire quella scelta, la psicologa ha semplicemente accompagnato la paziente nell’esplorazione del proprio mondo interno, fino a quando è stata lei stessa a capire quale decisione sentiva più autentica.

Ricevere un consiglio significa affidare a qualcun altro una parte della responsabilità della propria scelta. Arrivare a una decisione attraverso un percorso di consapevolezza significa invece imparare a riconoscere i propri bisogni, i propri valori e il proprio modo di stare nelle relazioni.

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“Insieme possiamo liberare il potere nascosto nella tua storia personale e trasformare la tua fragilità in forza interiore.”

Anna Sari, Psicoterapeuta, psicosintesista formata in Neuropsicosomatica e istruttrice Mindfulness Psicosomatica